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Carlo Levi, Firenze gli intitolerà una strada

Poggio Pratelli

Ricorrono i 114 anni dalla nascita di Carlo Levi. Medico, scrittore, pittore. Il suo impegno politico nel movimento “Giustizia e libertà” durante il fascismo lo condusse al confino in Lucania, ad Aliano, piccolo borgo in provincia di Matera, che ispirò il suo “Cristo si è fermato a Eboli”.


Carlo Levi scrisse il suo romanzo più importante tra il 1941 e il 1945 in Piazza Pitti, a Firenze, accolto da Anna Maria Ichino, che diede rifugio in casa sua -e salvò- molti antifascisti, ebrei e studenti, come testimonia Nicola Coccia nel suo libro e reportage storico“L’arse argille consolerai” edizioni Ets.

La città di Firenze ha deciso di intitolare a Carlo Levi una strada, e di appoggiare contestualmente la candidatura del piccolo borgo di Aliano a capitale italiana della cultura 2018. La decisione è stata resa nota durante la conferenza stampa tenutasi il 9 novembre a Palazzo Vecchio e che ha visto tra i convenuti il sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo e don Pierino Dilenge, responsabile della Pro Loco e del Circolo culturale Nicola Panevino, nonché ideatore del Premio letterario nazionale intitolato a Carlo Levi, il presidente del Parco letterario Carlo Levi, Antonio Colaiacovo, la responsabile dell’Ufficio sistemi culturali della Regione Basilicata, Patrizia Minardi insieme a Nicola Armentano, consigliere Pd di Firenze.

L’intento dell’appoggio alla candidatura di Aliano è fornire una speranza ai piccoli comuni del meridione, così come Carlo Levi denunciò le criticità di quei luoghi dando voce e risonanza a figure che altrimenti sarebbero rimaste inascoltate. Aliano raccoglie l’eredità dei valori e del pensiero di Levi, facendo della cultura una chiave di sviluppo, non un valore contemplativo e fine a se stesso, ma valorizzando il paesaggio, lo sviluppo e la tutela della vita, e l’accoglienza turistica.

Il piccolo comune lucano che conta meno di mille abitanti ma che vanta ben tredici musei, tra cui quello dedicato all’artista newyorkese Paul Russotto, di origini alianesi, con 80 opere dell’artista ordinate in chiave espositiva contemporanea. La chiesa di San Luigi Gonzaga espone capolavori della scuola del Caravaggio e di Giordano Bruno. Ogni angolo del piccolo borgo di Aliano è stato conservato e preservato dagli eccessi dello sviluppo contemporaneo.

La salvezza e il riscatto della cultura sono frutto della consapevolezza dei valori sociali ed educativi che Carlo Levi ha portato ad Aliano e che oggi, con Firenze, Torino-città natale di Carlo Levi- e Alassio – città della famiglia di Levi- muovono i passi per favorire una rinascita di quei luoghi.

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