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Carrara, ”il tempo dei luoghi” di Maura Banfo

Poggio Pratelli

Prosegue fino all’ 11 Settembre, a Carrara presso l’Aula Magna del Liceo Artistico in Via Verdi, la mostra ll tempo dei luoghi di Maura Banfo.

L’esposizione, a cura di Luciano Massari, è prodotta dall’ Assessorato alla Cultura e patrocinata dalla Regione Toscana, nell’ambito di Carrara Marble Weeks 2016, organizzata dal Comune di Carrara.
Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo con testo critico di Francesca Franco e intervista all’ artista di Erica Faccioli.
L’installazione che Maura Banfo presenterà presso l’Aula Magna del Liceo Artistico di Carrara parte da una riflessione e da un progetto, quello del NIDO, che l’artista torinese ha intrapreso da tempo, elaborandolo a diverse scale di grandezza e ambientandolo in diversi scenari. Il nido è metafora della casa, della relazione e della cura, laddove per cura si intende un “prendersi cura” in modo da “ridare forma”, da “accompagnare la forma” (un corpo trova nel proprio nido la forma di sé, si plasma, si arrotola, prende forma in maniera “gentile”).

A Carrara Banfo si confronta con un’architettura incombente (la sala ottagonale del Liceo Artistico) ma l’annulla con un intervento teatrale, in cui il grande Nido di resina concentra su di sé tutta l’attenzione tramite l’uso di un faro, restituendo allo spettatore uno spazio intimo, territorio della scoperta e dell’affermazione della propria identità. L’artista, nell’ operare all’ interno dello spazio assegnatole, mette in moto un processo creativo che agisce per decostruzione, per annullamento di una forma geometrica “forte” alla quale si sostituisce una figura morbida e intricata come luogo in cui ci si libera di un “abito” mentale per tornare a un’archetipica idea di “abitare”.

Il Nido- spiega l’artista- è la proiezione del concetto di casa, l’involucro che in qualche modo ognuno di noi si porta appresso, attraverso la propria memoria. I luoghi vivono nel tempo, gli spazi si trasformano e si plasmano con il vissuto del momento. “Il tempo dei luoghi” vuole sottolineare proprio come un posto possa mutare in base alla fruizione che ne viene fatta. In questo caso mi sono relazionata con uno spazio che nel tempo ha cambiato funzione, ma che è nato come Convitto in cui alloggiavano gli studenti giunti in città. In questo contesto il NIDO, immagine abitativa per eccellenza, ne racconta la storia e la memoria. Intimità e maestosità si confrontano in punta di piedi, nel silenzio di un luogo che invita quasi alla meditazione restituendo un rapporto dimensionale con ciò che ci circonda.

L’installazione realizzata nell’Aula Magna, con il suo carattere “teatrale”, è un palcoscenico, uno spazio intimo da difendere ma che inevitabilmente resta connesso con uno spazio esterno: è’ proprio attraverso l’immensità che i due spazi, quello dell’intimità e quello del mondo, diventano consonanti.
Maura Banfo Torino 1969

Dopo anni d’irrequietezza “vagabonda” ad esplorare il mondo, Maura Banfo trova nella sua città natale il proprio “nido” dove inizia alla fine degli anni novanta una ricerca attraverso la fotografia come linguaggio predominante.
Il lavoro di Maura Banfo dalla metà degli anni Novanta a oggi, ha segnato delle tappe importanti nel sistema dell’arte contemporanea italiana, con uno sguardo e una presenza significativa anche in ambito internazionale.

Il suo percorso è caratterizzato da una coerenza interna che raramente si riscontra nell’opera degli artisti italiani della sua generazione. La forza del suo lavoro sta nel mantenere ben riconoscibile la propria impronta creativa e la propria poetica, ma in una continua scoperta di nuove sfaccettature e punti di vista. Lo stesso discorso vale per i media utilizzati: sebbene prevalga una preferenza per la fotografia, lavora con padronanza anche con il video, il disegno e la scultura.

Le sue opere sono presenti in molte collezioni private e pubbliche (la Gam Galleria d’arte moderna e contemporanea di Torino, il Castello di Racconigi, l’Unicredit Private Banking, il Museo della Fotografia di Cinisello Balsamo, l’Istituto Garuzzo per le arti visive, la Fondazione Castello di Rivara).
Ha partecipato a varie mostre sia in Italia che all’Estero.
A marzo 2014 è stata l’unica artista italiana in residenza alla Fondation pour l’art la Napoule (Mandelieu-Cannes, France).

Maura Banfo
Il tempo dei luoghi
a cura di Luciano Massari
testi in catalogo di Francesca Franco ed Erica Faccioli
dall’ 8 luglio all’11 settembre 2016
Carrara, Aula Magna Liceo Artistico
Via Verdi
Opening 8 luglio ore 18
Orario: 19,30- 23,30 dal giovedì alla domenica
Ingresso libero

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