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Firenze, provvedimento che applica il ‘vero’ condiviso

Poggio Pratelli

Risale a qualche giorno fa il provvedimento del Tribunale di Firenze che attua in pieno la legge del 2006 sulla bigenitorialità per un ragazzino 12enne. Dopo 10 anni applicata la riforma del 2006 sull’affidamento condiviso Arriva dal Tribunale di Firenze un provvedimento di valenza socio-giuridica: finalmente è stata pienamente attuata la riforma sull’affidamento condiviso.

La decisione si fonda su una specifica e insistita richiesta del figlio, un ragazzino di 12 anni, che come tutti i bambini cresciuti in modo “sano”, ama i genitori e desidera averli vicini nella stessa misura. Dovrebbe essere un fatto irrilevante, visto che corrisponde alle previsioni di una riforma che risale a 10 fa e pertanto avrebbe dovuto essere stata assimilata e applicata dalle istituzioni a tutti i livelli, ma è noto che le cose sono andate diversamente.

Il sistema legale però, di fatto, l’ha rigettata inventando la figura del “genitore collocatario”, attraverso la quale mantenere in piedi tutta la sostanza dell’antico affidamento esclusivo. Adesso pero il Tribunale del capoluogo toscano conferma che si può fare diversamente. Non solo. Che è totalmente falso lo stucchevole argomento che la parità di responsabilità genitoriali e compiti di cura creerebbe dei “figli con la valigia”, in continua oscillazione tra una casa e l’altra come palline da ping pong. Sono state così stabilite “settimane alternate in un mese ed il figlio si sposta 4 volte sole”.

La sentenza smentisce altri due luoghi comuni. Che le soluzioni equilibrate, senza un genitore dominante, accrescono la conflittualità, e che la gestione mono-genitoriale sia la più gradita ai figli. Non resta che augurarsi che il Parlamento voglia rapidamente dare a queste valutazioni fiorentine la forma di regole valide per tutti, approvando le proposte già calendarizzate al Senato un anno fa e poi rimaste lettera morta.

“Il Tribunale di Firenze con l’importante ordinanza del giugno 2016 emessa in favore del mio assistito ha finalmente dato concreta applicazione alla legge del 2006 sull’affidamento condiviso sinora, per discutibile prassi delle aule di Giustizia, raramente applicato dai Giudici, assecondando la genuina volontà del minore che ha chiesto espressamente ai Servizi Sociali di frequentare i propri genitori in modo paritetico” ha commentato l’avvocato Antonio Olmi, legale del padre del ragazzo.

“La motivazione di questo provvedimento smantella gli alibi in forza dei quali per dieci anni è stata violata la legge. Ossia si è sempre individuato un genitore che provvede al bisogno dei figli mentre l’altro gli dà dei soldi mantenendo un diritto di visita. Quindi abbiamo finalmente davanti agli occhi una contraddizione evidente di quelle che sono le letture del sistema legale della riforma del 2006” ha detto Marino Maglietta, Presidente dell’Associazione “Crescere Insieme”.

Questo caso verrà approfondito, a partire da settembre, all’interno del format “I Casi vostri” realizzato dalla Redazione di “Giustizia Caffé”.

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