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Tradizioni

Firenze, i “fochi di San Giovanni” fra tradizione e innovazione

Poggio Pratelli

Nella serata del 24 giugno si è rinnovato il tradizionale appuntamento con i “Fochi di San Giovanni”. A coronamento di una giornata ricca di eventi che celebrano il culto del patrono di Firenze, i “fochi” si sono riflessi in Arno come formula di un rito che emana i suoi primi bagliori sin dall’ epoca dei Longobardi.

La consuetudine vuole che alle 22 esatte, i fuochi siano lanciati da piazzale Michelangelo in un’esplosione di colori e forme che puntellano il cielo fiorentino per circa mezz’ora.

Alla più fervida tradizione quest’anno si è unito l’ingegno della Società San Giovanni Battista Onlus che in nome di una storia secolare, ha organizzato una moderna raccolta fondi in crowdfunding a cui i fiorentini, e non solo, hanno partecipato per sostenere le spese della manifestazione. Creatività, tradizione e ingegno sono stati messi al servizio della continuità di una storia di fede e di tradizione.

Fin dal tardo pomeriggio turisti e fiorentini insieme hanno occupato in un clima di frenetica attesa i lungarni, i ponti, le spiagge, le terrazze. Ognuno ha portato con sé almeno uno smartphone, una fotocamera digitale o un tablet, per immortalare i “fochi” d’artificio più belli da ricordare e da condividere sui social.

Tra il brusio indistinto della folla emergono sprazzi di risate ed esclamazioni nelle lingue più disparate. Qui e lì si distinguono, per i colori indossati, i sostenitori degli Azzurri e dei Bianchi, che hanno disputato la finale del Calcio Storico Fiorentino, vinta per il secondo anno consecutivo dai Bianchi di Santo Spirito.

Alle 22 l’illuminazione stradale si spegne e si accende il cielo di Firenze. Cala un naturale silenzio di contemplazione. Tutti col braccio in su a riprendere le esplosioni colorate. Per qualche minuto gli spettatori osservano lo spettacolo dai loro display digitali. Ma la bellezza dei “fochi” è più brillante a occhio nudo. Via via che i giochi di luce fioriscono la tecnologia è riposta per far spazio all’ emozione del momento, unico e irripetibile, che i fuggevoli fuochi disegnano.

Fiori, cuori, gigli si susseguono in piccoli boati e strappano diversi applausi e commenti entusiasti in spagnolo, inglese, cinese. Sui repentini scoppi dell’ultimo minuto di spettacolo si alza un’esclamazione di stupore, questa invece, è uguale in tutte le lingue del mondo.

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