Home » Teatro Goldoni, “Vento della sera, o l’orribile banchetto”
Archivio

Teatro Goldoni, “Vento della sera, o l’orribile banchetto”

Poggio Pratelli

Quella che andrà in scena il 18 (alle ore 10 e alle 20) , 19 (ore 16.30), 22 (ore 10), 23 (ore 10), 24 (ore 10 e ore 20) novembre è un nuovo allestimento e si tratta della prima esecuzione assoluta dell’orchestrazione della classe di composizione di Andrea Portera della Scuola di Musica di Fiesole e della versione ritmica e dei dialoghi di Silvia Paoli e Marie Lambert. Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Silvia Spinnato; la regia è di Silvia Paoli, le scene e i costumi di Federico Biancalani, le luci di Stefano Ercolino.

«È un esempio del modello produttivo che stiamo portando avanti» ha dichiarato il coordinatore artistico della Fondazione, Pierangelo Conte «in questo momento abbiamo La Bohème all’Opera di Firenze e Vento della sera al Teatro Goldoni, due opere che sono la testimonianza più concreta della missione dell’Opera di Firenze: da una parte esprimersi nel grande repertorio e dall’altra investigare con curiosità le novità e proporre titoli inusuali e condurre il pubblico alla riscoperta del patrimonio culturale e musicale che gli appartiene. Ciò significa un grande sforzo da parte dell’Orchestra e del nostro coro cos^ come delle maestranze tecniche e che rappresenta per il pubblico una opportunità di vedere aprirsi il sipario più volte e su titoli tra loro complementari, che fanno parte di un cartellone unico che si snoda tra Opera di Firenze e Goldoni, tenendo conto della tipicità dei due teatri e dell’esigenza di aprirsi ala curiosità di un pubblico il più ampio possibile».

“L’operetta buffa – divertentissima – di Jacques Offenbach praticamente mai rappresentata a Firenze” dice Giovanni Vitali “nasce come qualcosa di volutamente sopra le righe, addirittura surreale, tanto da essere definita dallo stesso autore come “Operetta antropofaga”. Nel rispetto dello stile offenbachiano sono intervenuti sulla partitura 13 studenti della classe di composizione di Andrea Portera della Scuola di Musica di Fiesole, i quali, lasciando inalterati ritmi e melodie, hanno rivisto l’orchestrazione per dare all’opera una veste contemporanea e più adatta alla drammaturgia. «Non abbiamo voluto fare un esercizio di stile» ha riferito il M° Portera «ma creare dei colori nuovi, rispecchiando le stravaganze, l’esotismo e le sonorità eccentriche di Offenbach».

Eccentricità e stravaganze che sono presenti sia nella musica che nel libretto originale, arricchito nell’edizione fiorentina da una introduzione recitata a cura della regista Silvia Paoli. «Ci siamo concentrati sugli aspetti di quest’operetta che sono nell’immaginario comune: il naufrago sull’isola deserta, la principessa figlia del capotribù che sposa il giovane esploratore, i selvaggi cannibali con il pentolone» racconta la regista «sembra una storia d’altri tempi per bambini, fatta da bambini: per questo a rappresentare tutto come l’interno di una scatola da giochi, sono i bambini di una colonia marina degli anni ’30. Con un finale a sorpresa».

“Dare spazio a elementi contemporanei aiuta a creare una sonorità che definirei etnica e con esotismi che evocano un mondo misterioso e particolare” – dice Silvia Spinnato, direttore d’orchestra che debutta per l’Opera di Firenze che continua “l’idea di proporre un Offenbach non classico è stata ottima e non convenzionale; perfetta per una “nuova” proposta come questa e sono contentissima del clima di collaborazione, intesa e rispetto che si è creato tra tutti, dai bravissimi cantanti dell’Accademia, all’orchestra, al palcoscenico; sono certa che questo verrà colto benissimo anche dal pubblico”.

L’opera
In un’isola sperduta dell’Oceania, Vento della sera aspetta la visita di Coniglio Coraggioso. Tra i due capitribù non scorre buon sangue, dato che ognuno ha ucciso la moglie dell’altro. Per riappacificare i rapporti Vento della Sera vuole indire un banchetto onorifico con carne umana, e la fortuna vuole che il giovane Arthur sia naufragato poco fa. Ma Atala, la figlia di Vento della sera, si è innamorata dello straniero. Salutato nel 1861 come «le nec plus ultra de la musique anthropophage» per la presenza di sonorità e melodie esoticheggianti, l’opérette à spectacle di Jacques Offenbach è stata riscoperta recentemente dopo un lungo oblio.

La versione in scena al Goldoni
Placata la tempesta, Vento della Sera rimprovera sua figlia Atala, reputandola stupida. A sedici anni, è tempo che s’innamori, ma lei, che non sa cosa siano le passioni, si consola cullando un bambolotto (Bambino nero, dal sonno fiero). Le appare Arthur, vestito con abiti parigini molto eleganti e finemente pettinato; è appena scampato a una tempesta. Atala non capisce cosa sia quella curatissima capigliatura. Alla vista della selvaggia, che trova sprovveduta ma educata, il giovane intende far colpo su di lei e le racconta la sua storia. Giovanissimo aveva lasciato la casa natale per andare a studiare a Parigi (voleva diventare un grande parrucchiere). Con sé aveva portato un orologio che suonava l’inno della sua tribù, donatogli dal padre in ricordo del suo paese. La ragazza ascolta l’inno ed è rapita dalla dolcezza di quel canto. Appena due giorni prima però, con un telegramma, il padre di Arthur ha ordinato al ragazzo di rientrare, e durante il viaggio è stato colto dalla tempesta e scaraventato su quell’isola.
Vento della Sera sta per avvicinarsi, e Atala consiglia ad Arthur di nascondersi: tornerà presto da lui con la cena e un po’ di cioccolata. Vento della Sera è sconvolto. Ha implorato Orso Sacro di trovare qualcuno da arrostire per onorare l’arrivo di Coniglio Coraggioso, ma la caccia è andata deserta. Atala presenta Arthur a suo padre: il giovane già s’immagina di diventare suo genero, ma Vento della Sera non ha che un pensiero, servirlo al banchetto dell’ospite suo rivale. Arthur ha fame, e Vento della Sera lo invia dal cuoco, Spettinato Subito, che si occuperà di lui, con la raccomandazione di non rovinargli il naso.
Vento della Sera e Atala accolgono l’arrivo di Coniglio Coraggioso. Tutti e tre si accomodano a tavola, ma intanto Atala, insospettita dalla lunga assenza di Arthur, corre a cercarlo. Nell’allegria del banchetto, Vento della Sera invita Coniglio Coraggioso a cantare l’inno dei Gran Papà-Cucù. Coniglio Coraggioso chiede il bis di un pezzettino di naso. Sta gustando il suo piatto quando, improvvisamente, qualcosa gli va di traverso e lo soffoca: è la catena di un orologio. Ripresosi, chiede in sposa Atala per suo figlio Arthur. Il giovane è biondo e bello, come appare in una foto inviata al padre pochi giorni prima. Vento della Sera riconosce in quella foto il giovane che lui stesso ha ordinato di cucinare e tradisce l’imbarazzo. Coniglio Coraggioso è sconvolto, non tanto dalla morte del figlio, quanto piuttosto dall’idea di aver perso il suo orologio. Anche Atala è profondamente turbata. Coniglio Coraggioso chiede vendetta, Vento della Sera propone di invocare l’intercessione di Orso. Orso grugnisce, poi si getta su Atala e rivela di essere Arthur: questi ha corrotto il cuoco con una bella acconciatura affinché cucinasse Orso al posto suo, dunque è salvo. Arthur e Atala fanno festa, Vento della Sera si congratula con Coniglio Coraggioso che è contento anche perché l’orologio è solo finito nella sua pancia. Nell’allegria generale i due capi ammettono che ciascuno ha mangiato la moglie dell’altro.

Note di regia:
Anni Trenta. Colonie marittime, fiore all’occhiello dell’educazione e fortificazione dei fanciulli del Duce, bagni di sole, ginnastica fascista, rigore e disciplina. Grandi stanze piene di lettini anonimi e ordinati, a letto presto e senza nostalgia della mamma. Per addormentarsi non c’è la ninna-nanna ma l’elenco delle conquiste del regime, la sabbia della spiaggia fa sognare i deserti dell’Etiopia, le educatrici mostrano cartoline sbiadite con cammelli e beduini, donne seminude e selvaggi.
Poi si dorme. O si finge di dormire…
L’educatrice è uscita, fuori è scoppiato un temporale, il temporale estivo di tuoni e lampi, quello che fa paura e ti fa scappare nel letto dell’amico del cuore. Non si può dormire con un tempo simile, così, per farsi coraggio, si comincia a immaginare, si cerca un rifugio dalla realtà, si scappa nella fantasia. S’immagina la colonia, s’immagina il diverso, s’immagina quel mondo fantastico e lontano. I bambini inventano la loro storia, il Duce diventa un orso sacro, i cammelli sono rosa e spuntano Conigli Coraggiosi. Si finisce in una scatola dei giochi dove finalmente tutto è possibile, dove la realtà e la logica perdono d’importanza e solo il divertimento, finalmente, è la regola da seguire. Non si mangiano i biscotti Mellin nel gioco, si mangiano nasi, mani, braccia e, se non stai attento, anche orologi da taschino! Non più bambini ma maldestri cannibali. E ci sono anche parrucchieri, cuochi spettinati e bamboline da cullare!
Qualcuno ha forse voglia di tornare alla colonia con i bagni di sole, la ginnastica e il saluto fascista?
Piano piano il coperchio della scatola dei giochi si chiude sul nuovo mondo immaginato, mentre la tribù dei Papà-Cucù intona il canto di guerra…
E l’educatrice?

Personaggi e interpreti:
Vento della sera, capo dei Gros-Loulous (Gran Pupù): Leon Kim;
Coniglio Coraggioso, capo dei Papas-Toutous (Papà Cucù): Horeim Park;
Arthur, figlio di Coniglio Coraggioso: Antonio A. Garés;
Atala, figlia di Vento della Sera: Marta Pluda.

Attori:
Signorina Adua: Alessio Nieddu; Benito: Andrea Macaluso; Italo: Giovanni Prosperi;
Giacomo: Alessandro Baldinotti.

Prezzi:
posto unico 20 euro

Dove:
Teatro Goldoni
Via Santa Maria, 15
50125 Firenze

Guide all’ascolto:
Teatro Goldoni
18, 24 novembre, ore 19.15
19 novembre, ore 15.45

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi